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Sogno Expo

Il sogno di un senzatetto è semplice, puro: entrare all’Expo Universale, l’evento di cui tutti parlano come di una promessa di rinascita per l’umanità.
Un luogo dove, si dice, il mondo si unisce per un obiettivo comune — cibo sano per tutti, energie pulite, rispetto per la Terra, un futuro senza fame né disuguaglianze.
Per settimane l’uomo chiede l’elemosina, raccoglie centesimo dopo centesimo, spinto da un desiderio che non è solo curiosità, ma fede nella possibilità di un mondo migliore.

Quando finalmente riesce ad entrare, il suo cuore trabocca di emozione. Ma, passo dopo passo, quella gioia si trasforma in un silenzioso disincanto.
Davanti ai suoi occhi non trova la speranza che immaginava, bensì un centro commerciale a cielo aperto, un tempio del consumo travestito da sogno collettivo.
Le parole “umanità”, “sostenibilità” e “futuro” risuonano come slogan vuoti, distanti dalla vita reale dei tanti che, come lui, restano ai margini.

La delusione diventa rabbia, che nasce dal sentirsi tradito da un’illusione venduta come verità. All’uscita, sul suo cartello, scrive: “L’Expo Universale è morto.”
Sogno Expo è una parabola moderna sull’ipocrisia del progresso, attraverso lo sguardo di un uomo ai margini, il film ci costringe a riflettere su cosa significhi davvero “migliorare il mondo”. Un film che mette a nudo la contraddizione del nostro tempo: un’umanità che sogna l’evoluzione, ma continua a dimenticare l’essenziale, l’essere umano.

Regia

Raman Turhan

Sceneggiatura

Raman Turhan

Collaboratori

Chris Guidotti - Andrea Cordaro - Marco Lombardi - Ruggiero Molinari - Mohammed Soudani - Paolo Aralla